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Marzo 2013 Rolex e la F1™

Rolex_F1_01Il mondo della Formula 1 e gli orologi hanno visto in questi anni molte partnership. I loghi di prestigiosi brand sono apparsi sulle automobili, sull’abbigliamento dei piloti e dei team, sulle piste degli autodromi e sulle attrezzature del cronometraggio.

Così come ci sono stati orologi dedicati ai piloti . Il 5 dicembre infine, quasi a coronamento di queste sinergie, a Ginevra è stato siglato un accordo tra Bernie Ecclestone, CEO di Formula One group e GianRIccardo Marini CEO di Rolex SA.

La Marca ginevrina è entrata quindi nel gruppo dei principali partner della F1™ sia come cronometro ufficiale sia come orologio ufficiale.  Sin dal primo appuntamento di marzo il logo Rolex è posizionato in diversi punti dei circuiti e in molte curve importanti e questa presenza si avvia ad essere sempre più forte nelle prossime stagioni.

Da sinistra nella foto, sir Jackie Stewart, Gian Riccardo Marini, Bernie Ecclestone e Jean-Claude Killy che come Stewart è stato testimonial Rolex e che adesso è nel Board of Directors di Rolex.

Sfogliando l’album dei ricordi troviamo infine che negli anni Trenta Rolex ha legato il suo prestigio a Malcolm Campbell, suo testimonial, che superò il record di 300 miglia  (438 Km/h) al volante della Bluebird indossando un Rolex Oyster.

Vent’anni più tardi divenne partner del Daytona International Speedway in Florida, che in seguito darà il nome al modello Cosmograph Daytona, il mitico cronografo nato negli anni Sessanta e che alla fine del XX secolo divenne uno dei più ricercati “oggetti del desiderio”.

Rolex dagli anni ’60 ha anche avuto come testimonial SIr Jackie Stewart, il tre volte campione del mondo (1969, 1971, 1973) e che vinse 27 Gran Premi.

 

 

 

 

BASELWORLD – Salone dell’Orologeria e Gioielleria 2013

Aperto alla stampa e ai VIP dal 24 aprile (al pubblico dal 25) il più grande appuntamento orologiero conferma la Svizzera patria naturale.
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Rivoluzione nelle Halle

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Collezionisti al Palace

Anche quest’anno il Palace accoglierà i Marchi più interessanti per gli appassionati del collezionismo.
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AHCI – Accademia Orologiai Creatori Indipendenti

Presenti i Maestri Orologiai che fanno parte di questo gruppo creato da Svend Andersen e Vincent Calabrese nel 1985.
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S.I.H.H. il primo appuntamento

Il mare visto da Baume&Mercier

Il mare visto da Baume&Mercier

È passato già un po’ di tempo da gennaio, il primo appuntamento  orologiero dell’anno, ma ho voluto comunque parlarne in rete per presentare i modelli che, secondo me, sono al top di ogni Marca. Il S.I.H.H. non è una fiera ma una via del centro nelle capitali dello shopping, un’isola pedonale attrezzata con divani, bar-ristorante e catering a disposizione dei visitatori. I brand dispongono di una serie di vetrine affacciate sotto portici, di reception con belle ragazze e di uffici interni per ricevere i concessionari.

Si cammina tra gli addetti ai lavori – l’ingresso è rigorosamente a inviti – in un’atmosfera ovattata, a volte troppo calda. Assenti giustificati quest’anno Girard-Perregaux e JeanRichard che vedremo a Baselworld perché ormai fanno parte del Gruppo PPR; presente al completo il Gruppo Richemont e fra gli indipendenti Greubel Forsay, Richard Mille, Audemars Piguet e Parmigiani. Circa 1200 i giornalisti accreditati, ridotto a prima vista il numero deI rappresentanti della stampa cinese, però a Hong Kong per Watch&Clock di settembre e per l’appuntamento dedicato ai grandi brand sembra si siano già accreditati centinaia e centinaia di giornalisti asiatici.

L’aquila da Roger Dubuis

Andamento piuttosto tranquillo, come d’attesa, se visto nell’ottica della distribuzione, con exploit invece sotto il profilo delle novità.
Dal Tourbillon Misterioso di Cartier agli iconici Reverso e Royal Oak, al Grand Complication di A.Lange&Sohene. Prezzi leggermente più contenuti per collezioni di largo impatto, stratosferici per i supercomplicati o per quelli che rivestono un aspetto di unicità artistica e, che a detta dei costruttori, hanno già trovato gli acquirenti.Tra le curiosità: da Greubel Forsay si può vedere grazie all’ingrandimento previsto, la microscultura di Willard Wigan nel Tourbillon Art Piece 1 Doppio Tourbillon 30°, ancora in fase di realizzazione; da Roger Dubuis i cavalieri della Tavola Rotonda spiccano sul quadrante di un Excalibur. In questo stand una gigantesca aquila dorata simbolo di Ginevra e, con i loro allenatori, anche un’aquila imperiale e quella americana; c’era di che rimanere perplessi in tutti i casi. Infine lo stand di Baume&Mercier, nella prima foto, non siamo negli States, il mare è solo un fondale, ma è la giusta cornice della bella collezione Clifton.

Rolex vasta Manifattura

Forse è più giusto dire “la più vasta Manifattura svizzera” perché sono diversi gli stabilimenti che a Ginevra e a Bienne producono, solo per Rolex, gli orologi con la corona sul quadrante; sono infatti realizzati in house casse, movimenti, quadranti e bracciali.

Rolex a Plan-les-Ouates

Rolex a Plan-les-Ouates

Il traguardo produttivo annuo ipotizzato alcuni anni or sono era a sette cifre, le recenti vicissitudini economiche internazionali hanno ridimensionato le ambizioni, ma si tratta pur sempre di molte, molte e molte centinaia di migliaia di orologi.

Il centro Rolex a Genève-Acacias

Il centro Rolex a Genève-Acacias

Rolex a Chene  Bourg

Rolex a Chêne Bourg

Agli inizi della storia Rolex, iniziata nel 1906 con la scelta del nome che si può leggere senza problemi in qualsiasi lingua, Hans Wilsdorf aveva incaricato della produzione la Aegler fondata a Bienne nel 1878; in seguito questa gloriosa impresa è stata acquisita da Rolex che adesso ha costruito nella cittadina un centro di produzione con edifici ai lati di una strada, collegati da percorsi sotterranei.

A cavallo fra il 1990 e il 2000 il cuore della Rolex: direzione, uffici, e parte della produzione, era a Ginevra. Nel 1996 due torri di otto piani (oggi i piani sono 11) svettavano in località Acacias, ma pochi anni più tardi sono sorti altri edifici: quello a Chêne Bourg lungo 165 metri, dedicato al comparto dei preziosi e quello a Plan-les-Ouates dove gli edifici sono lunghi 60 metri e larghi 30, qui lavorano più di 1500 addetti (sono oltre 6000 i lavoratori Rolex sul territorio elvetico, altri 3000 sono quelli nelle filiali all’estero).

Il magazzino automatizzato a Bienne

Il magazzino automatizzato a Bienne

I due magazzini di stoccaggio dei componenti sono altri 12 metri, al loro interno hanno binari lunghi un chilometro e mezzo e 24 stazioni smistano oltre 60.000 articoli facendoli arrivare in pochi minuti ai banchi degli orologiai che li hanno richiesti.

Nell’autunno scorso infine è stato completato il piano di ampliamento che riguardava Bienne e che ha raggiunto una volumetria di 400.000 m3. Nei vari edifici sono sistemati tutti i passaggi della produzione dei movimenti, gli uffici direzionali, amministrativi e le attività di ricerca e sviluppo; gli addetti sono circa 2000. Le fondamenta arrivano a 11 metri sotto terra, il magazzino ricambi, che misura m.30x27x10, è completamente automatizzato e 14 robot si muovono alla velocità di tre metri al secondo su un percorso di Km 1,2.

La cittadella Rolex a Bienne

La cittadella Rolex a Bienne

Sia a Bienne sia a Ginevra è stata posta una grande attenzione per evitare l’impatto ambientale; a prescindere dagli impianti interni e dalle aree a verde, persino i tetti sono sistemati a giardini. A Ginevra vengono addirittura coltivate, oltre alle piantine aromatiche utili poi nella mensa aziendale, anche filari di viti per uva da tavola. Questo conferma che si può sposare l’industria con l’ambiente, basta volerlo.

MONTBLANC: al top

Sono state cinque le collezioni con la stella bianca presentate con novità all’appuntamento di gennaio e si può dire che tutte hanno uno o più modelli interessanti. Qui voglio ricordare gli sportivi TimeWalker, i classici Star e la raffinata eleganza della Grace Collection che ha perso il suo designer, tornato, con un posto che premia la sua carriera, da “mamma Swatch”, e naturalmente i pezzi forti: Villeret e Nicolas Rieussec. Leggi tutto

AUDEMARS PIGUET: al top

Royal Oak Offshore Grande Complication

Royal Oak Offshore
Grande Complication

 

Dal 1882 la Marca di Le Brassus si dedica alle grandi complicazioni, ma è la prima volta che nella cassa ø 44 mm del Royal Oak Offshore in oro rosa e ceramica o titanio e ceramica, batte un movimento automatico, che offre anche la ripetizione minuti, il cronografo rattrappante con ruota a colonne e il calendario perpetuo con le fasi di luna. Il quadrante è parzialmente traforato per mostrare l’armonia del movimento e il fondello è in vetro zaffiro. Per ottenere adeguati risultati estetici i materiali sono lavorati con tempi e costi non indifferenti.

Per i più tradizionalisti una novità ispirata a uno dei mitici Tasca anni ’20. In soli dieci esemplari il Tradition tourbillon cronografo, carica manuale, ripetizione minuti movimento di Manifattura 2874; cassa ø 47 mm in oro rosa e lunetta in oro bianco o in titanio e oro bianco.

Tradition ripetizione minuti tourbillon cronografo

Tradition ripetizione
minuti tourbillon cronografo

Infine per gli sportivi il cronografo ROO in ceramica nera ø 44 mm.  Ceramica nera per la lunetta e le anse anche per  la cassa ø 42 mm del Diver ROO, un  automatico sub a m.300 con fondo a vista e per le signore i Royal Oak in dimensioni diferenti: uno automatico con la cassa ø 37 mm e  uno al quarzo con diametro di 33 mm. E a concludere la collezione RO e ROO anche  un’edizione limitata: il cronografo Ladycat ROO.

 

A.LANGE & SOHENE: al top

All’ingresso dello stand il Grand Complication svetta in formato extramaxi. Di questo complicato, per il quale sono stati necessari sette anni di studio,  sono stati previsti sei esemplari.

Nella cassa in oro rosa ø 50 mm il movimento in house offre grande et petite sonnerie con ripetizione minuti e inoltre è un cronografo monopulsante rattrappante con lancetta fudroyrante, ha il calendario perpetuo, il ciclo quadriennale e le fasi di luna.  Non era ancora stato fissato il prezzo  (si parlava di circa due milioni di Euro) ma a quanto sembra sono già stati assegnati tutti gli esemplari.

Da ricordare, sempre nella fascia alta dell’orologeria, ma con prezzi meno stratosferici, i nuovi  modelli (automatico e con calendario annuale) e nella collezione 1815 i 200 esemplari del Grand Lange 1 Lumen e l’Up&Down carica manuale con lancetta per la riserva di carica che, riprendendo un brevetto della Casa, mantiene sottile il movimento.

Il modello più complicato della maison tedesca.

Il modello più complicato della maison tedesca.

L&SIMGP1782

L’ingresso dello stand