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Aston Martin e G.P.

Agli inizi di quest’anno è stata resa nota una collaborazione tra l’Aston Martin e la Girard-Perregaux che ha portato alla presentazione di un nuovo Laureato realizzato in tiratura limitata e con tutte le caratteristiche che nel tempo hanno portato le vetture AM al top del lusso e gli orologi GP nella più alta orologeria.

A partnership between Aston Martin and Girard-Perregaux was unveiled in the first months of this year and now the new Laureato Chronograph limited edition Aston Martin has arrived. These two Brands, besides their philosophy, had during their life many Italian influencers, may be some of our riders don’t know…

Il Laureato Chronograph Aston Martin Edition, realizzato in 188 esemplari, rivela il meglio delle due produzioni; i team incaricati hanno lavorato insieme e il risultato, notevole, ha soddisfatto Patrick Pruniaux, CEO di Girard-Perregaux e il vicepresidente esecutivo e responsabile creativo di Aston Martin. Quest’ultimo ha infatti rilevato come sia nelle automobili sia nel cronografo si intuiscano particolari legati a un lusso discreto, adatto ai clienti delle due aziende.

La storia delle Aston Martin ha visto anche presenze italiane, dalla prima vettura su telaio Isotta Fraschini, vincitrice della gara in salita Londra-Aston sino alla DB85 realizzata nel 1963 in collaborazione con la carrozzeria Touring Superleggera e diventata, l’anno seguente, famosa ovunque perché scelta come automobile di James Bond; fra questi estremi anche responsabili tecnici e finanziatori, sino – come scrive Al Volante.it – al 2012 con il fondo Investindustrial della famiglia Bonomi, diventata socio di riferimento.

Anche per Girard-Perregaux troviamo nomi italiani che in anni abbastanza recenti l’hanno fatta rimanere in Europa; Gino Macaluso è stato l’artefice del ritorno della Maison nell’alta orologeria con l’edizione da polso del celebre Tasca Trois Ponts d’Or, declinato in seguito in molte versioni e anche con il design del Laureato, che nella metà degli anni ’70 si era ispirato al film del 1967.

Il logo Aston Martin appare sul fondo in vetro zaffiro, novità in questa collezione; il movimento di Manifattura è il Calibro GP03300-0141 evoluzione del GP03300, dalla bella decorazione, compreso il simbolo dell’aquila che distingue i movimenti di Manifattura della Maison elvetica; le A/h sono 28.800, i rubini 63, la carica automatica è di 46 h.

La cassa ø 42 mm, w.r. a m.100, in acciaio inossidabile 904L, più difficile da lavorare dell’abitualmente impiegato 316L, ma anche più lucente e dotato di migliore resistenza all’usura, è completata dal bracciale con maglie satinate. I profili attentamente studiati uniscono tradizione e futuro proprio come accade nella filosofia delle Aston Martin e un’ispirazione alle vetture appare anche nelle lancette parzialmente scheletrate, i contatori sono azzurrati, il quadrante, incorniciato dalla tradizionale lunetta ottagonale, è verde nel colore delle Aston Martin (anche se nel periodo in cui c’era il tecnico italiano, questi pensò che il verde Inghilterra non fosse un colore fortunato e scelse il rosso tradizionale delle nostre vetture, la scelta coincise con rinnovate vittorie, ma tornato sotto guida britannica tornò anche il verde qui interpretato sul quadrante con un motivo a losanghe); indici bianchi con luminescenza verde e ugualmente luminose sono le lancette.

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