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Jaeger-LeCoultre Geophysic

aaa Historical Geophysic_Jaeger-LeCoultreCapita a volte che un modello realizzato in tiratura limitata non sia solo un tributo a un orologio del passato, orgoglio di Manifattura, ma rivesta anche un aspetto didattico. Il 1958 è molto lontano e probabilmente non molti ricordano che l’Anno Internazionale Geofisico (luglio 57 – dicembre 58) coinvolse molte nazioni compreso USA e Russia e vide una impresa alla quale partecipò anche un cronometro JLC.

 

Nautilus, un sottomarino statunitense a propulsione nucleare, dopo tre giorni di immersione, passando sotto alla banchisa del Polo Nord, tracciò una rotta inedita tra l’Oceano Atlantico e il Pacifico; nessuno, a parte il suo equipaggio, ne era al corrente. In Antartide invece vennero installate stazioni permanenti di osservazione e una spedizione via terra partì dalla zona del mare di Weddel arrivando dopo 99 giorni al mare di Ross.

Ci si può domandare a questo punto cosa c’entri la Jaeger-LeCoultre: la risposta la troviamo negli accordi di oltre mezzo secolo fa. La Manifattura di Le Sentier aveva infatti deciso di associarsi alle imprese scientifiche del programma stabilito da esperti di molte nazioni; pur essendo in piena epoca di Guerra Fredda fra Stati Uniti e Russia, si ipotizzava che la scienza potesse far superare le incomprensioni.

Al polso del comandante del sommergibile c’era il Geophysic, un cronometro Jaeger-LeCoultre in acciaio.

Il cronometro di JLC per l'anno Geofisico e la rotta del sottomarino nucleare

Il cronometro di Jaeger-LeCoultre realizzato nel 1958 e la rotta del sottomarino nucleare statunitense

Il cronometro originale era equipaggiato con il Calibro 478BBVVSbr nato dalle esperienze di orologi realizzati per scopi militari, aveva anche la funzione stop secondi, bilanciere protetto, regolazione micrometrica e cassa interna in ferro dolce per resistere al magnetismo fino a 600 gauss.

Il Calibro del primo JLC Geofisi

Il Calibro del primo JLC Geophysic

Proprio questo modello è stato fatto rivivere in tiratura limitata: con la cassa in platino 58 gli esemplari che saranno venduti solo nelle boutique JLC, invece con la cassa in oro rosa gli esemplari programmati sono 300 e con quella in acciaio 800.

Geophysic®  in platino

Il nuovo Geophysic® 1958 in platino venduto solo nelle boutiques Jaeger-LeCoultre

Anche il nuovo Geophysic® 1958, è dotato di cassa interna in ferro dolce; la cassa, ø 39,5 mm è sub a 100 metri e sul fondello reca l’emblema della Manifattura su un globo terrestre percorso da meridiani e paralleli. Come tutti gli orologi Jaeger-LeCoultre, è sottoposto al controllo in azienda durante mille ore, per testare l’intero orologio incassato. Il movimento è il Calibro JLC 898/l, 28.800 A/h, stop secondi, carica automatica con cuscinetti a sfera in ceramica.

i Geophysic® in oro rosa e acciaio

i Geophysic® 1958 con la cassa in oro rosa o in acciaio, realizzati in tirature limitate

Fin qui le descrizioni tecniche destinati ai patiti dell’orologeria meccanica. Ma non si può ignorare che per presentare questa novità, della quale si era appena accennato al Salone di Ginevra, è stata organizzata una serata Anni ’50. A questo proposito meritano un grande applauso Barbara Ballardini e le sue colleghe, che sono riuscite persino a trovare vecchie copie di Epoca, rivista molto nota di quegli anni, mentre Claudio Angé, brand manager per l’Italia, ha cantato con Katia Banfi una serie di motivi evergreen che poi hanno visto un karaoke con Cristiana Capotondi ambasciatrice JLC, una brillante collega, Micol Bozino, e una coppia di fratelli milanesi molto affiatati non solo nella canzone, ma anche nella passione per gli orologi JLC.

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