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Omega: la grande avventura

SPA122Nelle prime ore del 21 luglio di 46 anni fa eravamo in molti davanti alla TV, Ruggero Orlando e Tito Stagno illustravano l’allunaggio anche con piccole differenze nei tempi fra Houston e Roma.

46 years ago in the first hours of July 21st, many of us were in front of TV for Moon Landing, let’s remember Speedmaster versions of this wonderful challenge and the long partnership NASA/Omega.

 

 

Apollo 11

1969 luglio Apollo 11

Pochi allora si interessavano agli orologi, i collezionisti erano attratti solo dai Tasca e io non immaginavo che, proprio per gli orologi, dopo molti anni avrei parlato con due astronauti americani, Stafford e Cernen e un cosmonauta russo Vladimir Dezhurov, gli americani nel negozi milanesi Rocca e Omega, il russo alla Fiera di Vicenza dove, invitato da Fortis negli anni ’90 rimase più che stupito dal lungo applauso del pubblico in piedi nella sala maggiore. Tito Stagno, ospite nella nostra casa a Bormio, fu invece protagonista di una telefonata con mia figlia che, dopo il suo pronto, gli disse “ma mi parli dalla luna?” provocando una divertita reazione. Chiuso il cassetto dei ricordi, aperto per scrivere qualcosa di diverso dalla solita rievocazione, ecco il tema canonico per questa data, la collezione degli Speedmaster, una delle più ricche di Omega, riassumendo le tappe principali di questo famoso cronografo.

 

Missione Gemini

Missione Gemini nei primi anni Sessanta

DAL 1957 A OGGI il primo Speedmaster nel 1957 è destinato agli automobilisti e alla velocità lo dice anche il nome scelto; per la prima volta ha la scala tachimetrica incisa sulla lunetta all’esterno del quadrante e del vetro; lancette Broad Arrow (dopo due anni sostituite dalle Alfa), movimento calibro 321 manuale, disegnato da Albert Piguet di Lemania. Nel 1962 gli astronauti Walter “Wally” Schirra e Leroy Gordon “Gordo” Cooper acquistano privatamente gli Speedmaster Cef CK2998 e quello di Schirra viene usato nei programmi Mercury. Poi gli astronauti vogliono un orologio ufficiale che garantisca la loro vita, indicando con la massima precisione il tempo durante il quale sono all’esterno della navetta, così nel 1964 un documento chiede un cronografo resistente e preciso da inserire nei programmi Apollo e Gemini. Qui la leggenda si affianca alla realtà, l’ing.James Ragan si rivolge a diversi produttori, solo 4 rispondono e sono invitati a fornire tre esemplari per i test, gli Omega Ref. ST105.003 sono forniti dall’agente americano del Marchio che non sa a cosa serviranno e non avverte nemmeno la Casa madre. Nel libro “Omega A jouney through time” di Marco Richon si legge invece che la NASA nel 1962 acquistò da un negozio di Houston una decina di cronografi senza spiegarne le ragioni e senza avvertire le Case e che nel 1964 solo sei erano rimasti in lizza (e fa i nomi di Longines, Hamilton, Rolex e Omega). D’altro canto Omega già nel 1913 aveva realizzato un eccellente cronografo da polso e supera brillantemente tutti i test previsti dalla NASA.

Sei fra gli Speedmaster più noti , in senso orario il primo, poi le Ref.CK2998,  ST105003, ST145012, ST145022, Speedmaster Mark II con la cassa  tonneau

Sei fra gli Speedmaster più noti , in senso orario il primo, poi le Ref.CK2998, ST105003, ST145012, ST145022 e lo Speedmaster Mark II con la cassa tonneau

PROVE DI DISTRUZIONE Le prove sono severissime con incredibili escursioni termiche, accelerazioni di 40G, in ambienti corrosivi, con umidità al 93%, rumori e vibrazioni, solo lo Speedmaster riesce a superarle tutte e viene certificato Flying Qualified for all Manned Space Missions. Il battesimo spaziale avviene con Gemini 3 al polso di Virgil “Gus” Grissom e John Young.

A SPASSO NELLO SPAZIO La prima passeggiata nello spazio è al polso di Edward White il 3 giugno 65. L’anno prima per proteggere meglio corona e pulsanti Omega ha modificato la cassa originale rendendola asimmetrica con la parte destra leggermente più ampia. Sul quadrante appare la dicitura Professional. Nel ’67 si migliora il fissaggio dei pulsanti alla cassa. La referenza ST 145.012 è l’ultima versione equipaggiata con il Calibro manuale 321 che nel 1968 è sostituito dal Calibro 861.

APOLLO 11 Intanto si prepara la missione Apollo 11 e la NASA sceglie gli Speedmaster Ref ST105.012 e ST145.012. Il 21 luglio alle 2,56 GMT Armstrong scende dall’Eagle, seguito da Buzz Aldrin, che con una frase (il mio orologio è fermo) getta nel panico la sala dei controlli, ma spiega l’accaduto, aveva inserito la cronografia e poi, inavvertitamente premuto il pulsante stop, quindi era solo la lancetta cronografica ad essersi ubbidientemente fermata. Nell’autunno un’edizione in oro di 48 esemplari con incisione commemorativa (The first watch worn on the moon) fu donata agli astronauti in attività, con il nome di ognuno;  il n°1 e il n° 2 invece furono offerti al Presidente Nixon e al Vicepresidente Agnew, entrambi però rifiutarono il dono perché di troppo valore, in seguito gli esemplari furono portati nel Museo Omega a Bienne. Nel 1969 viene modificata la cassa e lo Speedmaster Professional, diventato Mark II, ha una cassa tonneau.

Apollo 13 il recupero degli astronauti, la consegna del pemio Snoopy

Apollo 13 il recupero degli astronauti, la consegna del pemio Snoopy

Speedmaster le edizioni dedicate al premio Snoopy

Gli Speedmaster per il premio Snoopy  e momenti della lavorazione sul fondello in argento nell’edizione del 2015

IL PREMIO SNOOPY La NASA premia Omega con il Silver Snoopy Award (Snoopy è la mascotte della NASA) per il contributo nel programma Apollo (in tilt le sofisticate attrezzature, la precisione dello Speedmaster aveva consentito di accendere i motori del modulo di Apollo 13 per il rientro nell’atmosfera); nel 2003 un’edizione commemora il riconoscimento e nel 2015 lo Snoopy Silver Award con un medaglione in argento lavorato a mano, è protagonista tra le novità, le altre sono la rivisitazione dello Speedmaster 57 e il Dark Side of the Moon black black (realizzato anche in altre tre versioni), nel 2013 questo Speedmaster è stato prodotto per la prima volta impiegando la ceramica.

Lo Speedmaster 57 rivisitato e il Dark Side of the Moon in ceramic

Lo Speedmaster 57 rivisitato e il Dark Side of the Moon in ceramica

Per concludere: nel 40° anniversario dell’allunaggio Omega realizzo una collezione di Speedmaster dedicati alle Missioni NATO; 40 valigette bianche e rosse contenevano 23 cronografi in acciaio, 22 recavano sul quadrante l’emblema delle missioni alle quali Speedmaster aveva partecipato (Gemini 8, Apollo 11, Skylab 3), il 23° invece era la riedizione del primo Speedmaster del 57 (E.I.)

 

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