Caricamento immagini...

Glashütte Original in libreria

Molte Maison del Gruppo Swatch hanno interessanti monografie. Breguet e Omega sono in pole position, ma anche Longines, che è stato uno dei primi a ricordare anche altre presenze del mondo orologiero e poi ha realizzato un ponderoso volume sui movimenti della Marca, mentre il libro su Tissot è uscito in concomitanza con i T-Touch.

Many Swatch Brands have interesting books, from Breguet to Omega, Longines and Tissot, now there is one about Glashütte Original, “Impressions”, a new kind of monography written with a lot of contributes from all over the world. Eight editions in eight languages, elegant maquette but without captions for pictures, in Europe price is € 197.

Se non andiamo errati manca Blancpain, ma forse sarebbe difficile spiegare la parabola up-down-up di un marchio che vanta antiche origini, ma che ha avuto anche anni di stop prima di tornare in auge con Jean-Claude Biver. Ecco, dietro ai Marchi ci sono gli uomini e nel libro di Glashütte Original (“Impressioni”) parlano alcuni lavoratori del vecchio e del nuovo  stabilimento così come ci sono testi raccolti un po’ ovunque nel mondo, dalla Germania alla Cina, dalla Russia all’America, con ricordi (“impressioni”) di collezionisti, amici della Marca e rivenditori (per l’Italia l’unica voce è quella di Ivan Consoli che ha strutturato il suo negozio come se fosse un orologio Glashütte Original).

libro 2 zap.com14675537706551

Il Libro Impressioni, cm.24×53. A destra la dedica a Elena Introna

Ne è nato un volume sorpresa, non si sa cosa ci sarà nelle pagine a seguire. Magari un pezzo che sembra scritto da un nipote di Liala (o del regista della serie TV Rosamund Pilkler) con tanto di Principe Azzurro, manca solo Cappuccetto Rosso e il lupo Cattivo (forse la DDR e la sua politica di appiattimento? gli orologi di quel tempo dovevano essere solo funzionali e non costare più di una certa cifra). Mancano anche nomi di un recente passato, quando l’imprenditoria privata nel 1994 acquistò il marchio riportandolo ai vertici, anche se non proprio tutto era fatto in house. A quei tempi nella battaglia per assicurarsi il meglio dell’orologeria mondiale il Gruppo Richemont si accaparrò a una cifra spropositata, oltre a IWC e a Jaeger-LeCoultre, allora di proprietà dei tedeschi Mannesmann, anche A.Lange&Sohene. A contraltare ecco Glashutte Original, che nel 2000 entra nel Gruppo Swatch.

Per chi non sapesse il perché dell’aggettivo Original ricordiamo che invece di firme segrete, come fecero per esempio Breguet e Cartier, nel 1916 l’impresa orologiera Karl W.Hoenel scrisse “Original” sul quadrante per evitare che i suoi orologi venissero copiati e venduti a prezzi inferiori, l’aggettivo, ripreso poi anche da VEB Glashutter Uhrenbetriebe, apparve nuovamente  nel 1994.

Tornando al libro cartonato e con custodia, raffinato nell’impaginazione e nella scelta del grigio per il testo (non comprendiamo però la sistematica mancanza di didascalie, non basta il piccolo richiamo a fine volume) a un occhio esperto rivela un progetto inedito che non ha badato a spese con fustelle che, per ogni capitolo, mettono in risalto, come su un quadrante, uno dei 12 temi scelti; una bella carta per le oltre 250 pagine e ben otto edizioni in altrettante lingue, a un prezzo non accessibile a tutti, in Europa 197 Euro. Presentato agli inizi del 2016 negli Stati Uniti, a Milano ha riunito a fine giugno al Circolo Filologico, giornalisti, concessionari, il management di Swatch Group Italy e il CEO della Marca Yann Gamard. Chi si aspettava un signore teutonico è rimasto piacevolmente sorpreso dalla verve di questo francese che ha parlato anche in italiano invitando tutti a visitare lo stabilimento e la sua produzione.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *