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Ebel nel 2018

Ho letto su Linkedin nel Gruppo A Passion Watches l’interessante intervista  a Flavio Pellegrini, presidente Ebel, pubblicata su Escapement da Angus Davies,

I read on Linkedin A Passion Watches Group an interesting interview to Flavio Pellegrini, Ebel’s President, written by Angus Davies who is astonished because this Brand has no factory in La Chaux-de-Fonds. Our colleague, perhaps too young, has not seen Ebel during the Nineties when Pierre Alain Blum owned 7 factories in La Chaux-de-Fonds with more than 1200 persons (280 at Ebel SA). 

Il collega si stupisce che Ebel non abbia uno stabilimento a La Chaux-de-Fonds. Probabilmente è troppo giovane per averne vissuto la storia, né il Presidente attuale ne accenna nell’intervista. Ebel ce l’aveva eccome uno stabilimento e lavorava moltissimo per Cartier. Io l’ho visitato quando, invitata con il collega e marito Disma Sutti, ho anche dormito a Villa Turca, splendido esempio di architettura moderna di Le Corbusier, acquistata da Pierre Alain Blum e inaugurata nel 1987 per farne un centro di pubbliche relazioni.

nostra intervista del 1995

Nel 1995 a La Chaux-de-Fonds Ebel aveva ben 7 stabilimenti; Blum aveva acquistato gli edifici di Cyma, Juvenia, Incabloc e altri che facevano anche lavorazioni per Zenith. Per Cartier produceva movimenti e casse d’oro; a La Chaux-de-Fonds lavorava 3.000 Kg d’oro all’anno. La Marca produceva anche movimenti extrapiatti e cronografi, imponente la produzione di bracciali in metallo. Complessivamente gli addetti  erano 1200 e la Ebel SA ne impiegava 280.

Le Modulor cronografo automatico calibro Ebel 137

Nell’intervista su Escapement il Presidente parla giustamente dei movimenti attuali al quarzo, però un accenno a un cronografo che nel 1995 fece epoca, il Modulor si poteva fare. Ebel lo aveva studiato perché Zenith aveva messo un blocco alla fornitura dei movimenti El Primero. Sul Forum dell’Angolo dell’orologiaio del 15.02.2009 c’è una dettagliata descrizione delle modifiche apportate al Calibro Ebel 137, derivato dal Lemania 1873, che molti conoscevano come Omega 861 (quello della luna). La tiratura iniziale del Modulor fu di 500 esemplari, poi arrivò una tiratura illimitata.

Continuando in una storia, nemmeno tanto lontana,  Ebel, che produceva soprattutto per conto terzi, decise negli anni ’70, di diventare un Marca a tutti gli effetti. Pierre Alain Blum, nipote dei fondatori era andato a 25 anni negli States dove per le sue capacità gli era stato offerto di diventare socio dell’impresa per la quale lavorava, ma suo padre Charles praticamente gli disse: se accetti io vendo tutto; così il “ribelle” tornò in Svizzera, lasciando un guadagno annuale di 400.000 Frs per prenderne 30.000 con tutti i rischi e le preoccupazioni di essere “il figlio del padrone”. Dopo la morte del padre aveva liquidato i fratelli ed essendo come si dice un “visionnaire” si era buttato in imprese non andate a buon fine, anche se diversificare gli investimenti poteva essere corretto. per quegli anni Pierre Alain pensava troppo in grande. La conseguenza fu la vendita del Marchio alla Invest Corporation del Baharain mantenendone per qualche tempo la direzione effettiva; poi il Marchio fu venduto a chi di dollari ne aveva a sufficienza e che ha continuato a promuoverlo in Germania dove era ed è tuttora forte; mentre in Italia è tornato relativamente da poco.

Ebel due novità del 2018 Sport Classic al quarzo

Quest’anno a Baselworld 2018 sono stati presentati, tra l’altro, nuovi Ebel Sport Classic femminili e un Discovery automatico maschile, ne siamo lieti. Buon lavoro quindi al nuovo Management; comunque ricordare un passato importante non è mai male, anche se le attuali condizioni dei mercati consigliano produzioni meno impegnative.

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