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Thomas Baillod, innovatore

Il passaggio generazionale alla guida di un’impresa sembra sempre più difficile. I grandi gruppi orologieri assumono spesso persone con esperienze al di fuori dell’orologeria e i contratti, non di lunga durata, sono soggetti ai risultati dei bilanci, le imprese familiari, sempre più rare, cercano di resistere alle lusinghe che arrivano da altri continenti e si assiste a una girandola di nomi e di cariche.

Firms’ behaviour because of new generations affording global market are not easy, old systems must be changed and Thomas Baillod has invented something different.

Così l’imprenditore Baillod che da pochi anni ha scelto per la sua azienda il nome BA111OD è, come si dice, un uovo fuor dal cesto, figlio di un noto giornalista ha scelto studi di economia e poi ha lavorato in alcune ditte di orologi. A parte la ragione sociale scelta (una sciarada se al posto delle cifre mettete una i e due l, si legge tranquillamente Baillod) è il sistema della commercializzazione ad essere innovativo.

In un lontano passato Daniel JeanRichard faceva lavorare diversi artigiani e provvedeva poi a vendere personalmente gli orologi assemblati con il suo nome, Breguet aveva inventato il souscription per acquistare le materie prime necessarie alla realizzazione dell’orologio, regola seguita anche ai tempi nostri da alcuni negozianti, prima che arrivassero i finanziamenti bancari. L’approccio che Ballod ha presentato nel 2019 su LinkedIn incontrando perplessità, ma anche commenti positivi, è diverso. Prendendo in esame la distribuzione questo dinamico imprenditore ha creato la comunità degli Afluendos, termine nato dall’unione di Ambassadors, Influencers e Vendeurs. Chi vuole acquistare uno dei suoi orologi può farlo dal suo shop online, ma può scegliere anche una strada diversa che unisce una marca al sistema distributivo, privilegiando la community.app che offre un’inedita esperienza: acquistando un orologio il cliente acquista il diritto di venderne un certo numero e in cambio ne riceve uno gratuitamente, con il sistema del passaparola tradizionale si evitano ricerche di mercato e spese per la pubblicità.

Recentemente usufruendo del vasto palcoscenico offerto dal web, alcune Maison hanno presentato i loro Concept sfogliando i capitoli di un libro che ne illustrasse l’evoluzione, dal primo disegno in poi; anche Baillod ha seguito questa strada prevedendo quattro capitoli; il primo è stato dedicato a un automatico in acciaio realizzato con partner asiatici e venduto a 400 CHF, il secondo è stato pensato per un orologio femminile il terzo per orologi complicati e l’ultimo lo vedremo nel prossimo Aprile quando è prevista la consegna del primo tourbillon elvetico con cassa in acciaio e un’estetica molto piacevole (nella foto sopra) offerto a un prezzo più che invitante.

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