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Orologi e diamanti (soprattutto neri)

Gli orologi con diamanti sono prodotti in ogni fascia di prezzo, meno diffusi quelli con diamanti neri, così abbiamo intervistato Guido Persico dal 1984 – nella foto a lato – imprenditore e designer indipendente con clienti in tutto il mondo, specializzato in gioielleria, orologeria articoli per scrittura, argenteria sia artigianale sia industriale (dai prototipi industriali ai modelli ad personam). Queste le sue risposte alle nostre 5 domande.

White diamonds shine on many watches while black diamonds are less employed. In this interview Guido Persico, independent designer, since 1984, answers to our five questions.

D. I diamanti bianchi hanno invaso tutti gli orologi, anche i meno costosi, pensi che i diamanti neri avranno un ugual successo?

R: Credo che il presente interesse, dei nuovi consumatori di gioielli ed orologi, al colore nero sia per identificazione ed opposizione ad un periodo di “all white” del precedente ciclo commerciale. A differenza dei prodotti in oro bianco rodiato e diamanti bianchi, che presentano un look classico, il tutto nero con diamanti neri e metallo brunito, offre richiami modaioli, avant-garde o trasgressivi. Ad oggi l’utilizzo a livello industriale di nuovi materiali quali la ceramica, le resine epossidiche ed i trattamenti termici di superfice, la brunitura ed altri ancora, rendono i prodotti accattivanti al tatto ed alla vista. Quindi credo che il colore nero nella gioielleria e nell’orologeria sarà sempre più in auge.

D: Se non sbagliamo i diamanti neri sono stati lanciati da De Grisogno

R: A proposito di lanci commerciali, va detto che il prestigio di scoperte, acquisizioni, tagli ed apprezzamento attraverso la battitura all’asta di diamanti neri di grande caratura, genera ed ha determinato la fama di coraggiosi gioiellieri nel Mondo o l’estensione di preziose collezioni private.

Il diamante Amsterdam di origine africana e l’Orlov appartenuto a una Zarina

Tra i diamanti neri, vale la pena di ricordare i più famosi: il Black Orlov (o grande cuscino) di circa 68 carati, appartenuto nel XVIII sec. a una zarina russa e venduto ad un asta di Sotheby’s. Altrettanto famoso è l’Amsterdam, fantastica goccia di circa 33 carati di origine africana, battuto in un’asta del novembre 2001. Al gioielliere Fawaz Gruosi furono associati bellissimi e importanti diamanti neri da record: il “Gruosi” 115,34 carati con taglio a cuore proviene dall’India, secondo brillante nero più grande al mondo, e lo “Spirit of De Grisogono” di 312,24 carati, classificato come il più grande diamante nero al mondo.

Due famosi gioielli con diamanti neri: “Gruosi” con taglio a cuore e “Spirit of De Grisogno”

Nel 1993, il fondatore della Maison De Grisogono, Fawaz Gruosi, iniziò l’avventura del taglio di diamanti neri e la produzione dei primi gioielli importanti in India. Dopo due anni di incertezza, venne deciso di coinvolgere la stampa scrivendo libri sulla natura dei diamanti neri che, insieme a cataloghi, furono distribuiti gratuitamente a gioiellieri ed amici. Questa “generosa” idea strategica generò l’interesse di “dettaglianti e produttori illuminati” che cominciarono ad usare i diamanti neri nelle loro creazioni e a generare interesse verso queste gemme. 

Il Kallista disegnato nel 1979 da Raimondo Moretti per un più che facoltoso cliente di Vacheron Constantin, che allora lo pagò 5 milioni di dollari; da un lingotto d’oro di un chilo fu ricavata la cassa di gr 140. I diamanti bianchi incastonati anche sul bracciale con taglio smeraldo sono 118 per un totale di 130 carati, tutte le gemme hanno la stessa purezza e la stessa luce. A destra un orologio della collezione Allegra che prende il nome della figlia di Gruosi, prodotto nel 2018 per il 25° anniversario della De Grisogno

D: A quanto sapevamo il colore è dato dalle inclusioni, mentre il valore della pietra è dato dalla purezza, questo parametro è cambiato? 

R: Per opposto, rispetto a ciò che avviene per i diamanti bianchi, la migliore qualità di diamanti neri dipende dalla quantità di inclusioni. Il colore nero, propriamente detto, nei diamanti non esiste, è dovuto alla presenza di inclusioni di grafite o altri minerali come per esempio: magnetite, ematite, ferro nativo e solfuri. Il diamante nero fino a poco tempo fa dalla gemmologia ufficiale non veniva considerato pregiato come colore alla pari dei ricercati e costosi diamanti blu, gialli e rosa. Non si poteva classificarne la purezza (Clarity), pur mantenendo invece le altre 3 C del diamante (Color, Cut, Carat). Nel decennio scorso, le strisce di pietre scalari, i tagli briolet o i pavé hanno riscontrato molto interesse nell’alta gioielleria e nel gioiello moda, è aumentata la domanda e così il valore. Dal punto di vista squisitamente fisico-chimico, nell’industria dei diamanti, ci sono due classificazioni di diamanti neri. Il primo è indicato come un “Black Diamond”, il secondo è chiamato “Black Fancy Natural”. Sebbene siano entrambi veri diamanti, i diamanti neri comuni sono trattati con irraggiamento o calore in modo che il diamante appaia di colore più scuro mentre i diamanti neri di fantasia naturale si trovano allo stato grezzo con la loro colorazione nera. Il loro valore commerciale varia dai diamanti neri trattati (da 100$ a 200$ il carato) ai diamanti naturali certificati GIA, il cui prezzo può oscillare dai 1.500$ ai 3.000$ a carato per pietre da 1.0 ct. a 3.0 ct. 

Guido Persico nel suo studio

D: In orologeria scegliere diamanti bianchi per quadranti o lunette significa fare scelte accurate per la luce che le pietre riflettono; per i diamanti neri le difficoltà sono identiche?

R: Il “misterioso bagliore” del diamante nero, dato dalla riflessione di inclusioni di ematite e metalli nativi, richiede conoscenza del materiale e sensibilità estetica per disporre ed incassare, correttamente, la quantità di gemme a seconda delle caratteristiche del disegno. L’utilizzo di un’ottima qualità di diamanti neri permette di ottenere una uniformità di colore che, in quanto ad ingrediente estetico “All black look”, viene trattata al pari di qualsiasi altro colore. Anche la composizione di diamanti bianchi e neri richiede studio ed attenzione progettuale. La complessità cresce quando vi sono forme che richiedono il taglio su misura di parti del disegno oppure la necessità di utilizzare differenti lotti di diamanti, aventi luminosità differenti. Qui, durante la fase di ricerca e sviluppo prodotto, si entra in livelli di complessità creativa e costruttiva e vorrei dire di “luminosità oscura”, nei quali si possono scoprire mescolanze e soluzioni estetiche inaspettate. 

D: A prescindere dal fattore economico quando un designer disegna un orologio o un gioiello con pietre preziose, il colore è determinante? e ci sono pietre meno comuni di quelle abituali che possono dare risultati eccezionali?

R: È sempre importante dire che la scelta di certe gemme dipende dalla strategia imprenditoriale, dal design e dalle indicazioni commerciali, dalla disponibilità delle medesime in un certo periodo storico in certi giacimenti e provenienti da certi mercati. Inoltre richiede la conoscenza gemmologica ed esperienziale nonché la fiducia nel rapporto con i fornitori per l’approvvigionamento e l’assortimento di gemme aventi specifici gradi di inclusioni, colore, “fuoco”, “oriente”, tonalità e taglio oppure gradazione di colore. In tutto ciò, è facile immaginare che la qualità della gemma fa la differenza. Spesso, quando la qualità delle gemme non è eccelsa, si sopperisce con soluzioni tecniche o tecnologiche tipo l’incisione ornamentale, la sabbiatura o spazzolatura di superficie dei fondelli che conferiscono alla gemma inaspettati giochi di luce.  Il lavoro si presenta entusiasmante e stimola la continua collaborazione con artigiani, tecnici, grafici, addetti alla comunicazione ed alle vendite. È affascinante accostare smalti colorati, madreperla, pietre opache quali agata, turchese, corallo rosa (detto anche “Peau d’ange”), diaspro sanguigno, oppure onice con pietre trasparenti sfaccettate o chabochon quali l’olivina chiamata anche peridoto, il granato varietà almandino e tzavorite. In ultimo, uno degli ingredienti estetici e commerciali più importante è la dimensione delle gemme, che giocano un ruolo fondamentale, per determinare l’impatto della cosiddetta “Macchia colore”. 

Rolex Daytona Jungle con 48 diamanti taglio rotondo; sulla lunetta sono incastonati 36 zaffiri baguette in colori digradanti

D: Nelle varie nazioni le pietre colorate hanno successi diversi? 

R: Come sappiamo, le culture locali nascono dall’insediamento delle prime civis e dalla millenaria vicenda di influenze di scambi commerciali, integrazioni contatti, che forma la trama delle culture artistiche di ogni regione del mondo. Così avviene ed è avvenuto per quella meravigliosa forza divina di attrazione del Bello e delle varietà e dalla percezione del colore nei vari tempi! Il tutto condito dalla spontanea vanità femminile. Inoltre, la latitudine, le condizioni climatiche e le risorse del sottosuolo hanno provveduto a collegare, nell’immaginario collettivo, certi materiali ad un dato valore simbolico. È il caso dell’amore per l’argento degli abitanti dei Paesi nordici ispirato dal colore della luna e quello del metallo giallo per eccellenza delle popolazioni del sud attratti dalla luce del sole. Così è in ogni Paese per i colori codificati ed usati in architettura, per l’abbigliamento le acconciature e per gli adorni e le gemme. Tra le pietre preziose le più importanti per il significato simbolico oltre che per il valore intrinseco sono il diamante, il rubino, lo smeraldo e lo zaffiro. La loro importanza nasce in età medievale e dal forte valore simbolico degli oggetti sui quali erano applicate, principalmente corone (celebri la corona di Teodolinda, la corona ferrea, la corona dell’impero) ed evangelari. Ad oggi, il processo di globalizzazione e la veloce divulgazione virtuale di linguaggi visivi, ha spostato l’attenzione di massa, dal significato simbolico-rituale locale, da quelli della tradizione locale a quella di colori iconici, standardizzati e definiti da politiche commerciali e da comunicazioni pubblicitarie, mirate a specifici target-groups. Per altri intenditori o collezionisti nei differenti Paesi, rimangono forti i richiami metaforici e di investimento di certe gemme o pietre dure quali l’opale bianco nobile arlecchino, il diaspro rosso, l’ambra, la giada, il corallo rosa Peau d’Ange, padparadscha, l’alessandrite. Così, sia i Brand famosi sia i designers indipendenti, seguendo le leggi degli abbinamenti cromatici di colori complementari, presentano ogni anno favolose creazioni ed abbinamenti guidati da un’idea di contrasto cromatico quali corallo e tanzaniti, turchese e smeraldi, opale di fuoco e diamanti neri, smeraldi e rubini, creando superfici policrome, oppure da un’idea di combinazioni preziose di diamanti rosa e gialli che hanno la stessa gradazione ma diversa intensità (ton-sur-ton). Comunque, grazie a Dio, quello che vince sempre è la forza del bello e del buon gusto, espresso attraverso la qualità delle materie prime e delle loro lavorazioni, sia a livello artigianale sia secondo processi industriali e secondo i vari stili personali! 


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