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Appuntamento al M.I.H.

Dopo la mostra “Au coup de Midi” il Museo di La Chaux-de-Fonds affronta un tema molto interessante: la pubblicità con la rassegna “Time for all, a watch for everyone”, che da sabato 15 giugno alle 5 p.m. si protrarrà fino al 23 ottobre 2019.

From June 15th, at M.I.H, till October 23rd it’s possible to see an interesting exhibition dedicated to Advertising Watch (free admission on July 3rd and September 4th, at 12.15 together with “Au coup de Midi”); more than 230 advertising showing evolution of field since XX century.

La pubblicità non è solo l’anima del commercio, ma è anche lo specchio dei tempi. Nel primo caso non ci si spiegherebbe altrimenti il successo di alcuni marchi che investono pesantemente nel richiamo pubblicitario rispetto ad altri altrettanto meritevoli (e non parliamo delle piccole produzioni artigianali dei maestri che fanno parte dell’AHCI o di altri ancora più indipendenti). Nel secondo vale la pena di vedere come le sollecitazioni all’acquisto si siano adeguate all’evoluzione del pubblico, arrivando pian piano ai testimonial che sono una componente importante del successo commerciale.

Al centro la locandina della mostra, a sinistra pubblicità anni 20-30, a destra anni 40-70

In Italia, Michele Babbo, appassionato collezionista ha riunito una considerevole mole di testimonianze fondando la Advertising Watch Center (e nel 2013, con Emma Luxardo direttore di Value Collection, ha scritto un libro sulle storiche pubblicità Rolex). Su soloPolso, nel 2013, ho mostrato una pubblicità Rolex anni ’30-40 : intitolata “non è femminile conoscere l’ora…ma un giorno ella ricevette un Rolex” (si riferiva alla proverbiale mancanza di puntualità delle donne e terminava dicendo che il Rolex le apparve subito più importante di automobili e pellicce e…l’amò…)

La pubblicità Rolex d’antan

Tornando alla mostra elvetica, il M.I.H. dopo aver esaminato circa 2500 immagini, ne ha scelto oltre 230 articolandole in diverse tematiche partendo dal primo decennio del XX secolo. Astronomia, affidabilità del soggetto, tecnologia, sport, stato sociale; importanza della divisione fra gli orologi gioiello femminili e quelli maschili che puntano su nuove tecnologie, così come i punzoni di garanzia e, a partire dagli anni ’50, i progressi delle fotografie che hanno sostituito i disegni; infine produzione e distribuzione, senza dimenticare l’origine elvetica dei segnatempo e l’aspetto promozionale anche nel cinema e nella TV. La guida alla rassegna viene fatta in inglese, francese e tedesco. Il 3 luglio e il 4 settembre, in concomitanza con la rassegna “On the Stroke of Midday” l’ingresso alle 12.15 sarà gratuito. Ci sarà anche un libro, mille copie pubblicate in francese da Editions Alphil-Presses Universitaires Suisses e non sono stati dimenticati i bambini, per loro (ma anche per gli adulti) ci sarà un particolare workshop per comporre un annuncio impiegando quanto più li aveva colpiti vedendo la rassegna. A questo punto ci sembra obbligo ricordare i partners che hanno reso possibile la mostra: Universitè de Neuchatel, Loterie romande, Rolex, Fondation Philanthropique Famille Sandoz, UFGVV (Union des Fabricants d’horlogérie de Genève, Vaud et Valais), APIAH (Association patronale des industries de l’Arc horlogère), TSM Assurance e Laboratoire Dubois.


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