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SIHH 2016: Greubel Forsey

Reduci dal secondo successo al GPHG 2015 (anche nel 2010 avevano vinto l’Aiguille d’Or con il Double Tourbillon 30° edition historique) Robert Greubel e Stephan Forsey esplorano la precisione cronometrica e il tourbillon, da sempre nel loro DNA, ma stanno imboccando anche nuove strade.

After Prix Aiguille d’Or 2015 GF double tourbillon 30° white gold we saw it with a red gold case, but also other novelties, Signature 1 and a “world première” Double Balancier à differentiel constant, without forgetting GardeTemps history.

Signature1_OrGris_Fd_Nr_RVBNUOVA COLLEZIONE SIGNATURE

Signature è una di queste. Al savoir faire del Marchio si affianca la creatività di un maestro orologiaio che, in autonomia, usufruisce del supporto della Manifattura e al termine firma l’orologio accanto a Greubel Forsey.  Se vogliamo è un ampliamento di quanto proposto una decina di anni or sono da Maitres du Temps e poi, con risultati ancora più vasti, da MB&F. Capostipite il Signature 1, nella foto a lato,  orologio ideato da Didier Cretin con movimento mecanico manuale senza tourbillon, ma con un bilanciere particolare prodotto da GF; sul quadrante d’oro lancette dove la manualità dell’artigiano mostra tutta la sua esperienza. Realizzato in 33 esemplari in oro o platino, offre anche una cassa in acciaio, ma questi ulteriori 33 esemplari sarannno realizzati sous souscription, come faceva Breguet.

PRIMA MONDIALE PER IL DOUBLE BALANCIER A DIFFERENTIEL CONSTANT

DoubleBalancier2016_OrGris_Fd_Blc_Soldat_A3_RVBAnche nella ricerca della precisione cronometrica Greubel Forsey ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti vincendo, nel 2011, il Concorso internazionale di Besançon con il Double Tourbillon 30° Technique, che ottenne 915 punti su 1000.

Al SIHH la Maison ha presentato il primo “Double Balancier à Différentiel Constant”, frutto di anni di studio che, iniziati nel 1999, hanno portato a realizzare un meccanismo con due bilancieri inclinati che ottimizzano il loro funzionamento mentre un differenziale sferico costante assicura un’amplitudine più regolare. Il primo doppio bilanciere GF risale al 2009 ed è stato la sesta invenzione dei due Maestri che alla fine del XX secolo avevano aperto anche un centro di studi: EWT (Experimental Watch Technology); l’inclinazione dei bilancieri in un’edizione di 6 esemplari in oro bianco è stata a 35°. I primi studi avevano due piani sovrapposti, l’architettura fu poi modificata scegliendo piani tridimensionali distinti e separati. Oggi il quadrante traforato lascia ammirare la nuova soluzione. Realizzato in oro bianco in 33 esemplari questo orologio vedrà poi edizioni diverse, non in tirature limitate.

 

IL TOURBILLON 24 SECONDES VISION DEL GPHG, MA IN ORO ROSSO

Il Tourbillon 24 second Vision in oro rosso

Il Tourbillon 24 secondes Vision con la cassa in oro rosso

Tornando agli scappamenti a tourbillon, che per Robert e Stephen sono stati una sfida puntualmente ripetuta negli anni, il Tourbillon 24 secondes Vision premiato a Ginevra, è stato esposto al SIHH con la cassa (43,5 m m) in oro rosso invece che in oro bianco; il quadrante antracite completa l’eleganza della nuova scelta cromatica. Il movimento a carica manuale accoglie un tourbillon sottile; dall’ampia finestrella (ø 14 mm) a ore 9 si ammira la veloce rotazione (24 secondi e non il tradizionale minuto), la si può vedere anche dal retro dell’orologio dove il vetro zaffiro forma una piccola cupola affinché lo scappamento abbia lo spazio necessario e non sia disturbato da un vetro piatto;  la sporgenza è comunque contenuta: spessore totale mm 13,65, spessore compresa la cupola mm 16 e il comfort dell’orologio al polso è assicurato.

In quanto alla scelta dell’inclinazione i due Maestri l’hanno studiata soprattutto per contrastare negli orologi da polso l’attrazione della gravità terrestre sulla precisione dello scappamento, ma anche per far vedere meglio a chi indossa l’orologio questo piccolo miracolo della meccanica, GF ne ha provato alcune, per esempio nel Double Tourbillon, premiato nel 2010 al GPHG, era a 30°.

Infine ricordiamo che il concetto dei Signature si lega anche al progetto del GardeTemps che intende trasmettere il sapere orologiaio alle nuove generazioni. Iniziato nel 2004, quando Robert e Stephen, insieme a Philippe Dufour, si resero conto che con le macchine e i computer, il patrimonio dei maestri artigiani sarebbe scomparso, si è poi sviluppato. Così è nato un orologio fatto a mano come accadeva in un lontano passato. Al SIHH uno spazio nel Carré des Horloger, ha visto all’opera i Maestri coinvolti nell’iniziativa e ci ripromettiamo di tornare in argomento.

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